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intervista a ELY WALLACH
a cura di Alberto Donati

D: Venendo da Hollywood quali differenze notò nel cinema italiano

E.W: Nelle produzioni italiane c'è un senso artistico molto radicato, l'Italia è da sempre sinonimo di arte,
nei set americani ti danno grandi roulotte, guardano a come sei vestito, in Italia no!devi andare al gabinetto?
cercati un angolo e vai... in Italia si è molto più preoccupati della qualità del prodotto che della vita sul set,
comunque io non vengo da Hollywood, io ho una allergia per Hollywood, io vengo da New York!

D: Cosa può dirmi sul fatto che Sergio Leone la voleva per "Giù la testa"

E.W: E' una storia triste non ne voglio parlare (ride)

D: Come è avvenuta la scelta di Sergio Leone per la sua parte nel film "Il buono il brutto il cattivo"

E:W: Credo che Leone sia rimasto colpito nel vedermi nel film "La conuista del west" nella scena in cui io
facevo finta di sparare a dei bambini, Sergio è rimasto colpito da quella scena e pensò che ero il personaggio giusto
per interpretare Tuco ne "Il buono il brutto il cattivo"

D: Come fu visto dagli Americani il successo dei western all'italiana

E.W: Ogni paese ricostruisce la storia secondo la propria cultura, in America il western aveva uno stile di commedia morale,
riguadavano il bene e il male,il buono e il cattivo, Leone ha saputo raccontare ciò che ci stava in mezzo!
gli italiani devono essere fieri dei propri western.

D: Sergio Leone aveva pensato a un inizio di "C'era una volta il west" con il buono, il brutto e il cattivo che aspettavano
Charles Bronson alla stazione e da questo venivano uccisi, per quale motivo non fu realizzata

E.W: Non mi andava di fare un film dove apparivo all'inizio e poi non mi si vedeva più (ride)